Da quando la SEC ha approvato gli ETF spot di Bitcoin nel gennaio 2024, l'investitore ha a disposizione più di una dozzina di fondi quotati che offrono esposizione diretta al prezzo di Bitcoin senza custodire l'attivo. La domanda inevitabile è: qual è il migliore? La risposta onesta è che dipende dal tuo profilo, perché fanno tutti essenzialmente la stessa cosa. Questo confronto ordina i principali in base ai criteri che davvero li differenziano.
Cosa rende "migliore" un ETF di Bitcoin
Conviene partire dalla cosa più importante: tutti gli ETF spot replicano lo stesso attivo, il prezzo di Bitcoin, con la stessa garanzia (BTC fisico in custodia). Nessuno "rende di più" di un altro per magia. Pertanto, i veri elementi di differenziazione sono quattro:
La commissione annua (TER), che erode il tuo rendimento ogni anno. La dimensione e la liquidità (AUM e volume), che determinano gli spread di compravendita e la facilità di entrare e uscire. L'emittente, per reputazione e solvibilità. E il custode, che conserva il Bitcoin a garanzia del fondo. Ciò che NON dovrebbe pesare è la "performance passata", perché seguono tutti la stessa curva del BTC.
I grandi per dimensione e liquidità
IBIT, l'iShares Bitcoin Trust di BlackRock, è l'ETF spot dominante con ampio margine: il maggiore per attivi e il più liquido, il che si traduce in spread più stretti e migliore esecuzione, soprattutto sugli ordini di grandi dimensioni. Il suo TER è dello 0,25%. Per molti investitori istituzionali, la liquidità di IBIT pesa più di un paio di punti base di commissione.
FBTC, il Fidelity Wise Origin, è il secondo grande riferimento, anch'esso con TER dello 0,25% e con la particolarità che Fidelity custodisce il Bitcoin internamente (Fidelity Digital Assets) invece di delegarlo a Coinbase come la maggioranza.
I più economici per commissione
Se la tua priorità è minimizzare il costo nel lungo periodo, la classifica per TER è chiara: MSBT di Morgan Stanley è il più economico (0,14%), seguito da EZBC di Franklin Templeton (0,19%), e da BITB di Bitwise e HODL di VanEck (entrambi 0,20%). ARKB di ARK·21Shares si attesta allo 0,21%. Il blocco di IBIT, FBTC, BTCO (Invesco·Galaxy), BTCW (WisdomTree) e BRRR (CoinShares·Valkyrie) quota allo 0,25%.
Conviene sapere che diversi emittenti hanno applicato esenzioni di commissione temporanee o al di sotto di un certo volume al lancio; verifica il TER vigente prima di comprare, perché quelle promozioni scadono.
Il caso GBTC: il più caro, e perché
GBTC, il Grayscale Bitcoin Trust, è il caso atipico. Mantiene un TER dell'1,5% —sei volte più caro dei suoi concorrenti— perché non è nato come ETF, ma si è convertito da un trust chiuso preesistente che accumulava già Bitcoin da anni. Quella commissione elevata ha provocato deflussi continui di capitale verso alternative più economiche, anche se conserva ancora un AUM rilevante per inerzia e per il costo fiscale che comporterebbe per alcuni detentori vendere e ricomprare. Per un nuovo investitore, oggi è difficile giustificare GBTC rispetto a un IBIT o un BITB.
Come scegliere in base al tuo profilo
Se dai priorità al costo nel lungo periodo: MSBT, EZBC, BITB o HODL. Se dai priorità alla liquidità e operi con volumi importanti: IBIT. Se valorizzi la custodia propria dell'emittente: FBTC (Fidelity). E se hai già GBTC ereditato, fai i conti del costo fiscale del cambiamento prima di muoverti. Su SatsIntel puoi vedere il comparatore di ETF spot con AUM, flussi giornalieri, TER e custode di ciascuno, aggiornato in tempo reale.
Il dettaglio per l'investitore italiano
Ecco la clausola in piccolo che quasi nessuno racconta: se investi dall'Italia, non puoi comprare nessuno di questi ETF. La normativa europea PRIIPs richiede un documento (KID) che gli ETF statunitensi non emettono. Le alternative regolamentate al contado sono gli ETP di Bitcoin europei (iShares, 21Shares, CoinShares, WisdomTree, VanEck), che quotano in mercati vigilati come Xetra, SIX ed Euronext. Questo confronto ti serve, quindi, come riferimento del mercato globale e per capire cosa replicano gli ETP che invece puoi comprare.
Oltre l'ETF: quando vuoi più della semplice esposizione passiva
Un ETF spot è la forma più pulita di esposizione passiva al prezzo di Bitcoin, ma per costruzione non fa nient'altro: non amplifica, non genera reddito e distribuisce zero dividendi. Se cerchi esposizione con un motore di rivalutazione proprio, le tesorerie Bitcoin quotate (come Strategy o Metaplanet) aggiungono l'effetto dell'mNAV e della crescita del BTC per azione —puoi vederlo nel confronto tra MSTR e l'ETF IBIT—. E se cerchi reddito, le azioni privilegiate di quelle tesorerie pagano un dividendo fisso dell'8%-13% annuo. Sono strumenti diversi per obiettivi diversi, e su SatsIntel copriamo tutti e tre.
Sintesi
Non esiste un unico "migliore ETF di Bitcoin": c'è il più economico (MSBT, EZBC, BITB, HODL), il più liquido (IBIT) e quello che conviene evitare per entrare oggi (GBTC, per commissione). Replicano tutti lo stesso BTC, quindi il costo e la liquidità decidono. E se investi dall'Italia, ricorda che la strada non sono questi ETF ma gli ETP europei —o, se vuoi amplificazione o reddito, le tesorerie e il reddito fisso aziendale—.
Questo articolo è divulgazione, non consulenza finanziaria. Investire in Bitcoin e prodotti correlati comporta il rischio di perdita.